[Horselover Fat - RECENSIONI]
letture, visioni, ascolti.
 





giovedì, luglio 08, 2004

FRANK HERBERT - DUNE (LIBRO)

Questa non è esattamante una recensione, ma un messaggio di Claudia, la cameriera della Locanda delle Arti Fantastiche (per il testo completo: http://www.google.it/groups?hl=it&lr=&ie=UTF8&frame=right&th=fa0553ff35fb4c35&seekm=3714560A.914106A4%40NOSPAMlist.it#link1).

<< (...) Il fatto e' che "Dune" mi dava l'impressione di un libro scritto a bella posta per risultare incomprensibile al lettore. Come se Herbert avesse pensato "lo faccio bello ingarbugliato, cosi' il lettore non ci capisce niente e pensa che ci sia dietro chissa' quale profondita' di pensiero, ma in realta' anche io non e' che ci capisca molto di piu'...". Era questo che mi faceva arrabbiare.
Premessa, l'ambientazione di Dune (non lo dico per farmi perdonare) e' molto bella. I Fremen, le Bene Gesserit, la Spezia... tutto splendido. Ma la storia e' un casino pazzesco. E i personaggi, mi venisse l'orticaria se capisco cosa gli passa per la testa. E il finale, parlo dell'ultimissima scena con i due tizi nel giardino, cosa mi significa?

Esempio "tipo" di scena in un libro di Dune:
Era una fresca mattina di primavera quando Paul Atreides incontro' il mentat Karolius nei corridoi della reggia.
"Buona giornata, barone" saluto' il mentat con un leggero inchino.
Paul si arresto' all'istante, i muscoli tesi in una posa Bene Gesserit di immobilita' totale. Alzo' lentamente gli occhi azzurrati in faccia a Karolius, cercando di leggere nel volto di pietra del mentat i segni del tradimento.
"Avremo tortellini a pranzo" disse lentamente.
Il mentat impallidi'. Come aveva fatto il giovane Atreides ad intuire la verita'? Aveva decisamente sottovalutato quel giovane nobile. E si era mosso troppo in fretta, ora doveva rimediare al suo stesso errore.
"Non trova che l'azzurro di quelle tende sia un po' troppo carico?"
Paul represse una smorfia d'ira. Respinse la tentazione di usare la Voce, non era quello il momento. Poteva vincere quella sfida facendo ricorso alle sue abilita'. Ricordo' gli insegnamenti di Duncan Idaho.
"Ho comprato l'ultimo disco di Battisti", sorrise quasi con cattiveria.
Il mentat comincio' a sudare. Lo sguardo inflessibile di Paul sembrava inchiodarlo al muro. Sollevo' il dito indice davanti a se' e inizio' a dire, con un leggero tremolio della voce che tradiva il suo profondo turbamento:
"Sull'amatriciana non ci va il parmigiano..."
Fu un grave errore. Paul gli salto' addosso e con la rapidita' di un topo del deserto estrasse il pugnale e gli squarcio' la gola.

E al di sopra di tutto questo c'e' un lettore frustrato che non ha capito un'acca di quello che i due si son detti, legge e pensa "Perche'? Ma soprattutto, perche'?" >>

















postato da: horseloverfat | 08/07/2004 09:09 | commenti (1)